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DIstrazione

IL PONTE
DELLE DISGRAZIE

Tanti ponti, un ponte solo. Dal 1388, anno in cui viene citata per la prima volta la presenza di un ponte sul Piave a Belluno, cade 28 volte, abbattuto da piene, da guerre, da crolli in corso d’opera. Con morti e feriti. E viene sempre rifatto nella stessa infausta sezione di fiume: in legno, in pietra, in ferro, in cemento armato. Una storia infinita, che si accompagna anche ad un’altra disgrazia, il dissesto finanziario del Comune provocato dall’ingente spesa sopportata a metà Ottocento per il primo solidissimo ponte di pietra che doveva durare secoli e che puntualmente cadde dieci anni dopo. Nella vicenda intervengono nei secoli celebri architetti, come Antonio da Ponte e Andrea Palladio. Da ultimo, Eugenio Miozzi, progettista dell’ultimo ponte, quello della Vittoria, tuttora esistente anche se assai malandato, inaugurato nel 1926. Ma davvero è tutta opera sua? Toni Sirena racconta le vicende degli ultimi due secoli, ricostruendo inediti e clamorosi retroscena tecnici, politici e amministrativi (…)

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In meno di quattro minuti

Testimonianza sul Vajont:

la strage e l’umiliazione

di Giuseppe Vazza


C’è voluto molto tempo perché l’autore si decidesse a dare forma di libro alla sua vita. Non ho alcun dubbio sul fatto che questo sia un autoritratto, lo è indipendentemente dalla sua volontà, lo è in un modo dignitoso e potente nelle sue parole misurate. In questo libro ho “visto” Giuseppe in ognuna delle situazioni che ha descritto, nel prima, nel durante e nel dopo e mi sono messo al suo posto. Ho trattenuto il fiato con lui, ho lottato, mi sono arreso e ho ricominciato a lottare più e più volte come lui ha fatto.
Mi sono chiesto se ce l’avrei fatta a mettere insieme questa testimonianza di vita sapendo che rendendo pubblico questo racconto avrei salvato alcuni e dannato altri. Questo è un libro partigiano, un libro di parte, e non può essere che
così perché, esattamente come quello di Tina Merlin, questo libro è scritto sulla pelle viva (…)
dalla prefazione di Marco Paolini

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a Belluno 19 maggio 2017

un lavoro dei ragazzi

Alla cerimonia di intitolazione a Tina Merlin dell’istituto comprensivo 2 di Cavarzano, che si è svolta nella palestra della scuola media Nievo, erano presenti, oltre ai bambini e ai ragazzi delle scuole dell’Istituto comprensivo, il figlio di Tina Merlin, il sindaco di Belluno Jacopo Massaro e Adriana Lotto presidente dell’Associazione culturale Tina Merlin. «Se fosse stata qui Tina Merlin sarebbe stata felice per due motivi», ha detto la presidente Lotto. «Il primo è che le è stata intitolata una scuola, spazio che amava molto non avendo potuto studiare ed essendosi fermata alla quarta elementare perché doveva lavorare. Il secondo perché scuola significa giovani e lei vi credeva fortemente. I giovani sono gli unici in grado di portare nuove forze e nuove idee». Sono esposti in una mostra tutti i lavori delle classi che hanno lavorato per oltre un anno sulla figura di Tina Merlin.

Il Comprensivo 2 intitolato a Tina Merlin
Ricordata la figura della giornalista del Vajont.
I bimbi scrivono. “Combattere per la verità”.

Il logo dell’Istituto Comprensivo ideato dai ragazzi sella scuola media Nievo


Tina Merlin “vive” tra le aule della scuola.

Riconoscimento ai suoi valori”
Sotto l’ala protettrice di Tina Merlin. “Con l’augurio che tanti dei nostri ragazzi possano diventare grandi persone, come grande persona è stata Tina Merlin. Un messaggio positivo per il battesimo dell’Istituto Comprensivo Belluno 2

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17 dicembre 2016
Una piazza a Bologna ricorda Tina Merlin
Il quartiere Savena onora l’impegno civile della giornalista

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Un filo rosso unisce Belluno e Bologna. L’impegno di chi, con forza e
coraggio, combatté per garantire la libertà e per far emergere,
sempre e comunque, la verità.

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BELLUNO
dall’annessione alla fine dell’Ottocento

Note storiche e di colore

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29 novembre a Belluno

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Le Scuole in Rete per un Mondo di Solidarietà e Pace e l’Associazione Amici delle Scuole in Rete con il sostegno economico dell’Associazione culturale Tina Merlin e del Consorzio BIM, in contiguità con la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, presentano lo spettacolo “La casa di Bernarda Alba” tratto dal testo di Federico Garcia Lorca.
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Toni Sirena

LE DIGHE DELLA PROVINCIA
DI BELLUNO

Storia e immagini
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C’era una volta il Piave…

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MONTAGNA
RIVISTA DI CULTURA ALPINA
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Un bell’articolo di Giuseppe Mendicino su Tina Merlin

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9 Ottobre 2016
Anniversario del disastro del Vajont

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Gino Fossali 1964

«Come si possono ricordare i morti senza esecrare i carnefici?»

«A tutti i morti e i vivi del Vajont. Perché su di loro non cada la pietà»

Questo sta scritto nella serrata, incalzante arringa pronunciata da Sandro Canestrini, avvocato di parte civile, il 23 settembre 1969 al processo del Vajont a L’Aquila.

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KILL HEIDI
Come uccidere gli stereotipi della montagna e
compiere finalmente scelte coraggiose

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Come il classico sasso lanciato in uno stagno, a muovere le stanche acque della politica bellunese (e non solo bellunese) arriva in libreria un nuovo lavoro di Sergio Reolon, agile e denso che fin dal titolo (“Kill Heidi”, prefazione di Annibale Salsa, già presidente nazionale del Cai), riassume un programma: per salvare la montagna bisogna uccidere Heidi, simbolo, come recita il sottotitolo, degli “stereotipi della montagna”, e compiere “finalmente scelte coraggiose”.

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In ricordo dei 90 anni dalla nascita e

dei 25 dalla morte di Tina Merlin

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unesco

INVIATA ALL’UNESCO LA NOMINATION
DEL FONDO ARCHIVISTICO PROCESSUALE DEL VAJONT

 

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Belluno sabato 28 maggio 2016

Una serata davvero emozionante con Giuseppe Mendicino da anni appassionato cultore della memoria e dei libri del grande Mario Rigoni Stern che è venuto a Belluno per la prima presentazione nazionale della sua biografia del grande scrittore, grazie a Ignazio Rigoni Stern per il suo intervento. Abbiamo ricordato la grande amicizia tra Mario e Tina uniti dagli stessi valori, umani e civili, e dalle stesse lotte per la libertà, contro la corruzione, a difesa dell’ambiente.

Ecco se c’è un filo che lega insieme tutti questi brevi scritti di uomini e montagne, di battaglie e resistenze di <sbandati, feriti, congelati e generosi>, di lavoro, di costruttori di pace e sopravissuti alla guerra, è un grande attaccamento alla vita e alla giustizia. Un’adesione forte, corposa, materica. E’ uno scrittore della memoria perché questa serve alla vita futura. Senza memoria non si vive. Se il sonno della memoria genera mostri, allora la memoria, se onesta, non può che essere una memoria che inquieta”. (estratto dall’articolo- recensione Corriere delle Alpi 2006 di Toni Sirena al libro con racconti inediti di Rigoni Stern curato da Giuseppe Mendicino).

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25 APRILE 2016

 

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Abbiamo lottato per sentirci
qualcuno
per conquistare qualcosa.
La strada è ancora lunga,
alla luce dei fatti.
La Resistenza ci guida
a volere
che il fratello conosca il fratello
che si diano la mano
si guardino negli occhi
per amarsi
e insieme ancora lottare
per
essere forza
e determinazione.
Per non tornare indietro
a ciò che eravamo
prima che le rosse bandiere
della Resistenza
avvolgessero i corpi nudi
dei morti compagni.
(rinvenuto tra le carte di Tina Merlin)

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da:
Patria Indipendente
8marzo2016

DIECI DONNE DELLA LIBERTÀ

Gianfranco Pagliarulo

8 marzo 2016: la storia della conquista della libertà in Italia attraverso le donne. Eccone dieci, delle tante che hanno contribuito a cambiare il Paese.

Antifascismo Democrazia Donne Eguaglianza Libertà Memoria

8 marzo: ci è parso non scontato immaginare un percorso ideale, che va dal Risorgimento ad oggi, tracciato dalle donne della libertà. Con “donne della libertà” intendiamo il rilevantissimo numero di personaggi, alcuni famosissimi, in grande maggioranza del tutto sconosciuti, che hanno contribuito, come si dice “al femminile”, a fare dell’Italia un Paese più libero.

Eccole: Anita Garibaldi, Anna Maria Mozzoni, Camilla Ravera, Carla Capponi, Tina Anselmi, Gisella Floreanini, Nilde Iotti, Franca Viola, Tina Merlin. E da ultima – il tempo in cui viviamo – Giusi Nicolini, combattiva figura di sindaco di Lampedusa.

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http://www.patriaindipendente.it/idee/copertine/dieci-donne-della-liberta/

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honduras

Assassinata in Honduras l’attivista
Berta Cáceres, Goldman Prize 2015

L’omicidio dell’attivista Berta Caceres in Honduras. Berta ha dedicato gli ultimi
anni della sua vita a organizzare la resistenza degli indigeni Lenca e delle
popolazioni locali contro la costruzione di una megadiga sul Rio Negro.
La lotta ha avuto successo, e ha portato Berta Caceres a vincere il Goldman
Environmental Prize 2015.
Berta aveva 43 anni, e continuava ad occuparsi di ambiente e di grandi dighe,
in uno stato abitualmente considerato come il più pericoloso per occuparsi di
diritti ambientali. E’ importante far conoscere questa storia perché l’attenzione verso
le violazioni dei diritti ambientali legate alla costruzione delle dighe devono rimanere vivi.
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TeaPalman

Tea Palman con Sandro Pertini Belluno 1976

Si è spenta serenamente, assistita dai figli Marika e Roberto, Tea Palman. Era nata a Trichiana il 16 aprile 1922 da una famiglia antifascista. Il padre Italo era emigrato in Svizzera nel 1925, l’anno successivo lo raggiunse la moglie, Irene Adalgisa Bresciani, insieme ai due figli Aldo e Tea. La famiglia ritornerà a Trichiana solo nel 1936 dove aprirà un’osteria nella piazza del paese, in seguito base dei partigiani. Durante la Resistenza Tea, che tra il ’43 e il ’44 è rimasta orfana di entrambi i genitori e si prende cura dei due fratelli, Aldo maggiore di due anni ed Elio di appena 12, viene arrestata dai tedeschi, internata nel lager di Bolzano, torturata dalle SS. Il fratello Aldo, tra i maggiori esponenti della Resistenza, cade in combattimento durante un rastrellamento a S. Antonio Tortal mentre copre lo sganciamento della missione americana Tacoma del capitano Chappel.
Dopo la liberazione, Tea Palman continuerà a gestire la vecchia osteria trasformata in “Pensione Tea”. Si iscriverà all’Anpi e all’Associazione ex internati. Porterà la sua testimonianza nelle scuole e nelle manifestazioni della Resistenza.
L’Associazione culturale Tina Merlin la ricorda con commozione come una donna coraggiosa alla quale siamo tutti riconoscenti per aver contribuito con decisione, fermezza e attraverso grandi sacrifici, alla libertà e alla democrazia dell’Italia.
Ci ha lasciato un diario della sua prigionia e della sua vita.

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giorno_memoria_2016

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NO CENTRALINE 10 gennaio 2016

no_centrali1no_centrali2L’ associazione ha partecipato all’ iniziativa indetta da Italia Nostra di Belluno contro la costruzione di nuove centraline idroelettriche -clicca-
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VeneziaRibelle_big

Venezia Ribelle”, in una guida la città che non ci sta

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Ricordo di Renzo Franzin
franzin

“poeta” della difesa dei fiumi 

Venerdì, 26 Agosto 2005

Renzo Franzin di fiumi e acque sapeva tutto.
Amava quelle acque e voleva che tutti sapessero. Soprattutto i più giovani. Voleva raccontare il perché era necessario proteggerle. Far capire e far scoprire.
Non è un caso che la sua irrimediabile voglia di portare a galla ogni verità l’abbia spinto a occuparsi – e riportare alla storia odierna – la vicenda di Tina Merlin e della sua battaglia contro la diga del Vajont. Lo ha fatto non solo entrando nell’associazione, ma anche raccogliendo tutti gli articoli da lei scritti sull’Unità prima, durante e dopo il disastro. Con pochi mezzi ne ha realizzato una mostra e un libro che hanno girato per le nostre città.
Sono passati dieci anni ma ci manchi ancora, caro Renzo. Ci manca la tua intelligenza, la tua sensibilità, la tua cultura, la tua passione per il mondo e la vita.

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MATTMARK 50 ANNI FA
MattMark

Il 30 agosto del 1965 una enorme valanga di due milioni di metri cubi si staccò dal ghiacciaio dell’Allalin nel cantone svizzero del Vallese e si abbatté sulle baracche del cantiere di una diga in costruzione a Mattmark, uccidendo 88 lavoratori, 56 dei quali erano italiani (17 i bellunesi). La storia del “Vajont svizzero”, come qualcuno chiamò la tragedia, si concluse nel 1972 con l’assoluzione dei 17 imputati di omicidio colposo.

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cantalamappa_littleCantalamappa
Wu Ming
Un libro sorprendente, una raccolta di racconti di
viaggio per bambini scritta dal collettivo Wu Ming.
Uno dei racconti, “Toc e Patoc”, è dedicato a Tina Merlin
e racconta bene ai bambini la storia del Vajont.
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magliettaTina_anpiclicca qui

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“Onorata società. Il Vajont dopo il Vajont”
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“ONORATA SOCIETA’. Il VAJONT DOPO IL VAJONT” lo spettacolo che ha chiuso la rassegna “Il Vajont in teatro” a cura dell’Associazione culturale Tina Merlin, Fondazione Vajont, Comune di Longarone, con il contributo della Regione. E’ il nuovo spettacolo con cui Patricia Zanco torna ad occuparsi di Vajont, e lo fa raccontando quanto accadde dopo quella fatidica notte, la tragedia che seguì alla tragedia: il processo, la guerra dei sopravvissuti combattuta su quei morti mai sepolti e usati come carte di scambio, la nascita e lo sviluppo virale di quella capacità di infierire, di unire le forze non per risolvere, curare e prevenire, ma per arricchire, corrompere, truffare, vendersi e accettare i più bassi compromessi, in nome del profitto e del guadagno.

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“Onorata società. Il Vajont dopo il Vajont” è il nuovo spettacolo con cui Patricia Zanco torna ad occuparsi di Vajont, con la regia di Daniela Mattiuzzi, drammaturgia di Francesco Niccolini, e lo fa raccontando del “dopo”. E’ un coro di personaggi, umani e non, frammenti di voci che dalla mezzanotte del 9 ottobre 1963 raccontano la loro versione della tragedia e di quello che ne seguì. E’ la storia di un genocidio, del più feroce e arrogante sfruttamento di una terra che ne uscirà annientata, di una deportazione e di come si possa distruggere, non solo nei corpi ma anche nello spirito, un’intera comunità. Non, dunque, fatalità o “natura crudele”. Piuttosto, calcolo del profitto, natura violentata, catastrofe evitabile e prevedibile, come stabilirà anche la magistratura nella sentenza di secondo grado. Un modo per provare a ricostruire il dolore e la rabbia, le truffe, gli inganni, la distruzione di una terra e di due popoli, a Longarone e a Erto, dove l’interesse privato e la corruzione dello Stato sono passati sopra la vita di due intere comunità.
Lo spettacolo mette a nudo le miserie arroganti di una classe industriale, in compagnia di vassalli, valvassori, servi e luogotenenti senza scrupoli, di scienziati, tecnici, avvocati, giudici, commercialisti, professori universitari, notai, giornalisti, funzionari dello Stato. Mandanti ed esecutori che hanno banchettato prima e che continueranno anche dopo, senza che molto sia davvero cambiato in profondità, nei comportamenti – anche individuali – e nei meccanismi che hanno “costruito” quella catastrofe. Senza che molto sia cambiato nella struttura di uno Stato incapace di difendere il territorio e i suoi cittadini.
Patricia Zanco, con sottile ironia e amara indignazione, solleva un problema importante: “Perché le tragedie come quella del Vajont non finiscono nel loro accadere ma si moltiplicano con effetti incontrollati sulla società, provocate dai vizi delle classi dirigenziali e che ci portano alla deriva”.
“L’onorata società” è anche la testimonianza di come due voci fuori dal coro, una giornalista e un avvocato, Tina Merlin e Sandro Canestrini, abbiano molto da offrire a chi non ha perso la speranza che si possa lavorare per la ricerca della verità e difendere la dignità della vita. Il Vajont diventa così tragico modello esemplare che in Italia si ripete ovunque e sistematicamente, per arroganza e corruzione.

scenaChi fosse interessato ad ospitare lo spettacolo, può contattare:
info@patriciazanco.it e fatebenesorelleteatro@gmail.com
mob.: 3395660640 – 0444/1803939

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RICORDARE SEMPRE

canestriniSandro Canestrini avvocato di parte civile al processo dell’Aquila:

«Come si possono ricordare i morti senza esecrare i carnefici?»

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telegramma

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Vajont 2013: un bilancio


vajont2013_grande
Nel 2013 il Vajont ha occupato per mesi il centro dell’attenzione. Non era mai accaduto. Si trattava del cinquantesimo anniversario, ed era ampiamente nelle previsioni che se ne parlasse. Ma nei precedenti anniversari, anche quelli “a cifra tonda”, non si erano mai viste…. leggi tutto

 

9 OTTOBRE 1963, che Iddio ce la mandi buona LA FRANA DEL VAJONT

lafrana_grande Pubblicare il dattiloscritto è stato prima di tutto un obbligo morale nei confronti della ricerca della verità, che in non solo di quella del Vajont, ma delle tante verità questo Paese non sono ancora emerse… leggi tutto

 

BELLUNO IN GUERRA 1915-18

coperina toniLa città e la provincia di Belluno strette nella morsa del fronte del 1915-18. Una testimonianza storica resa attraverso immagini dell’epoca, talvolta crude e sconcertanti, e narrata da Toni Sirena…. leggi tutto

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foto piccola zanco

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CALENDARIO PRESENTAZIONI

 2014

Giovedì 06 Febbraio Follina (Treviso)

Venerdì 28 Febbraio S. Gregorio nelle Alpi (Belluno)

2013

Giovedì 24 Gennaio Caerano S.Marco (Treviso)

Venerdì 1 Marzo Valle di Cadore (Belluno)

Giovedì 14 Marzo Caneva (Pordenone)

Lunedì 18 Marzo Ponte della Priula (Treviso)

Sabato 20 Aprile Lentiai (Belluno)

Sabato 27 Aprile  Forte Marghera-Mestre (Venezia)

Sabato 11 Maggio Maserada (Treviso)

Giovedì 30 Maggio Padova

Giovedì 8 Agosto Fusine-Forno di Zoldo (Belluno)

Sabato 14 settembre Cento (Ferrara)

Domenica 15 settembre Padova

Venerdì 4 Ottobre Crocetta del Montello (Treviso)

Sabato 5 ottobre Zero Branco (Treviso)

Martedì 8 ottobre Trieste

Giovedì 10 ottobre Cornuda (Treviso)

Mercoledì 16 ottobre Università Trento

Venerdì 18 ottobre Castello di Roncade

Martedì 22 ottobre Villa Onigo Trevignano

Sabato 16 novembre Padova

Venerdì 22 novembre Cadoneghe

Venerdì 13 dicembre S.Polo di Piave (Venezia)

 2012

Sabato 14 Gennaio 2012 Verona

Sabato 18 febbraio Auronzo di Cadore (Belluno)

Giovedì 8 Marzo Belluno

Giovedì 8 Marzo Puos d’Alpago (Belluno)

Venerdì 9 Marzo Padova

Sabato 10 Marzo Pedavena (Belluno)

Domenica 11 Marzo Giudecca Venezia

Venerdì 30 Marzo Montereale Valcellina (Pordenone)

Sabato 31 Marzo Altino (Venezia)

Giovedì 12 Aprile L’Insolita Storia Belluno